Destinazione erasmus 17: PARIGI (FRANCIA)

 

A cura di Vincenzo

Parigi, meta ambita da chi progetta la propria formazione all’estero o vuole tanto per cominciare, avere un soggiorno Erasmus proprio nella capitale dell’amore. Inauguriamo questa sezione con i primissimi consigli necessari per non essere divorati dai signori mangia formaggio. Oltre ad essere stato accettato in una università o scuola parigina, ci sono sicuramente altre cose importanti da fare.

Trovare un alloggio:

La ricerca del tuo alloggio inizierà sicuramente dall’Italia, non servirà ma fallo lo stesso, ti sarà utile come esercizio e potrai in seguito copiare le stesse mail (più o meno) quando sarai nella capitale francese e avrai sempre meno tempo. Due piccoli punti per iniziare, in modo che tu non cada dal pero quando ti si presenteranno alcune situazioni:

  • I francesi hanno molta inventiva e capiterà anche a te di rispondere ad un annuncio e sentirti ribattere con “Sono missionario in Africa, fammi un versamento ti invio le chiavi domattina”. Non risponderai, vero?
  • Sebbene Sarkozy tenga a sottolineare che il tasso di evasione fiscale in Francia sia molto ma molto basso, troverai molte ma molte occasioni di affitto in nero. Il prezzo sarà inferiore ma non sarai affatto tutelato ed inoltre non potrai godere di una particolare agevolazione economica di cui ti parlerò dopo.

Dove cercare:

Una volta nel luogo, inizia la vera ricerca con tanto di visite (che non differiscono molto da quelle italiane). Cerca molto su internet ma anche sullo stampato: sui giornaletti free delle metropolitane (20min, DirectMatin, Metro, À nous), su riviste vere e proprie (PAP) o su siti che inseriscono annunci a pagamento, se l’inserzionista ha pagato per l’annuncio è meno probabile incombere su delle truffe. Almeno questa sarebbe la logica… a me è successo il contrario, quindi fidati sopratutto del tuo istinto!

Ecco i siti dove cercare:

  • Pap.fr: versione online del giornale su menzionato, è tra i più affidabili, presenta una piccola percentuale di affittuari in nero ma in genere annunci abbastanza seri; preferibile alla rivista poiché quest’ultima è settimanale e già ad un’ora dalla sua uscita gli annunci non servono più;
  • Appartager.com: affidabilità media, purtroppo per usufruirne al meglio bisogna abbonarsi (non è poi neanche il caso);
  • Craiglist.com: prevalentemente in inglese, netto sentore di truffe;
  • Vivastreet.fr: annunci last minute, per lo più per situazioni temporanee e in nero;
  • Le bon coin: popolato da sub-affittuari in nero, invaso in buona parte dalle agenzie.

Per quanto riguarda le agenzie, fa attenzione. Una buona agenzia non chiede in totale più di 120€ per una ricerca della durata massima di 6 mesi (niente paura, un mese basta!).

Ora hai le informazioni essenziali per cominciare la tua ricerca ma, prima di chiudere, ecco per te alcuni piccoli consigli che potrebbero tornarti utili sia se stai programmando un viaggio-studi a Parigi o in qualche altra città estera.

È essenziale fare dell’informazione l’elemento principale delle tue giornate in quanto, all’estero, potrebbero esistere infatti sostegni economici per studenti che in Italia ci si sogna la notte e… il giorno. Ogni studente – straniero e non – che si è trasferito in una città francese per questioni di studio ha diritto ad un sostegno economico chiamato APL (aide pour le logement)  ed è fornito dal CAF, ente che non si occupa di farvi i conti in tasca a differenza dell’acronimo conosciuto in Italia. La domanda si fa online (www.caf.fr) e va fatta entro la fine del primo mese di permanenza, altrimenti perderai il rispettivo rimborso parziale. Per usufruire di tale agevolazione occorre essere sotto contratto, oppure colui che ti subaffitta una camera dev’essere disposto a firmarti un’attestazione in cui certifica di ricevere una somma in cambio dell’ospitalità offerta.

Inoltre il passaparola tra studenti è essenziale, sia quando si cerca alloggio che durante le lezioni/esami, in quanto le università francesi sfruttano ben poco le possibilità offerte dal web.

Vita universitaria:

L'insegnamento all'università ha dei ritmi infernali a cui però ti abitui presto ed è straordinario mischiarsi a migliaia di gruppi etnici che sono presenti nella città. Ti ritrovi a studiare con cinesi, uruguayani, brasiliani o congolesi. Infatti dopo aver studiato all'università francese sono sempre più convinto che alla Sorbonne ci studiano gli stranieri e i francesi sono da qualche altra parte...

Fare lo studente nell'università parigina è molto piacevole, non è come in Italia!
Lo studente si sente a suo agio nonostante i ritmi frenetici, nonostante la freddezza degli insegnanti. Gli uffici sono efficientissimi ed il personale molto disponibile anche se purtroppo la burocrazia negli affari pubblici gira più a rilento che in Italia; se vi serve qualcosa muovetevi con largo anticipo!

Si dice che per girare tutta Parigi ci vogliono 6 mesi; vi consiglio di fare i turisti anche voi, è bello perdersi nei vicoli perchè è lì che troverete la vera Parigi".

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