Destinazione 16: ALICANTE (SPAGNA)

 

 

A cura di Francesco

Possono sei mesi cambiarti la vita? Prima del 2000 pensavo sinceramente di no, ma guardando indietro ora la mia risposta è senz'altro affermativa. Merito di Alicante e di quella straordinaria esperienza che è l'Erasmus, programma che a Benevento sono stato tra i primi ad affrontare e che in poco tempo ha letteralmente trasformato la vita di quello che era, allora, un ragazzino di 22 anni.

El castillo de Santa Barbara
El castillo de Santa Barbara

LA CITTA':

Tra i suoi monumenti più famosi vi è il "Castillo de Santa Bárbara" che domina la costa dall'alto del monte Benacantil. La storia della fortezza inizia con il dominio musulmano. Il castello si consolidò con la conquista di Alfonso X. La fortezza dimostrò la sua importanza difensiva quando fu costruita intorno ad essa una muraglia di tipo moderno, in sintonia con il progresso dell'artiglieria, ai tempi di Carlos I e di Felipe II. L'edificio è parte del patrimonio comunale dal 1928. Altri monumenti importanti sono la Cattedrale di San Nicola, il Municipio e la Chiesa di Santa Maria. Luoghi di interesse turistico sono la Explanada, il Parco de El Palmeral, il porto, il Tossal de Manises e l'isola di Tabarca.

LINGUA:

La vera scuola è sul campo.

Non parlavo nulla di Spagnolo ed a migliorarlo non ha di certo contribuito il corso di appena 20 ore organizzato dall'Università di Benevento. Una volta in Spagna ho capito che se non hai l'esigenza di parlare una lingua, difficilmente si affronta la sfida al massimo. Le difficoltà linguistiche però in poco tempo diventarono un semplice ricordo. Allo stesso tempo, senza neanche accorgermene, mi ritrovai a parlare o quanto meno abbozzare altre 4-5 lingue. Infatti con gli altri studenti erasmus si viveva sempre in comunità, formando un vero e proprio melting pot, con italiani, tedeschi, inglesi, francesi, olandesi, svedesi etc etc sempre insieme, con differenze culturali praticamente ridotte a zero. Nel corso di questi sei mesi ho visto di tutto, aprendo i miei orizzonti. Sono diventato un'altra persona, riuscendo a conoscere luoghi, lingue persone, modi di essere completamente diversi da quello che ero, abbattere pregiudizi e aprirmi al mondo. Ecco perchè un corso di lingua non è nulla a confronto a quanto ho imparato vivendo quest'esperienza.

 

UNIVERSITA':

Sono rimasto sorpreso dall'università: organizzatissima e soprattutto orientata agli studenti. Se un professore ritardava per più di 15 minuti, i ragazzi si alzavano in blocco e andavano via chiedendo spiegazioni alla facoltà. La metodologia di insegnamento è basata fondamentalmente sul principio della trasversalità, presupponendo che il sapere non si trasmette attraverso uno schema gerarchico, ma è un mutuo scambio tra docente e alunno. Era un piacere entrare in classe. Di professori "Baroni" non ne ho incontrati, tutte persone alla mano, uomini o donne di quarant'anni con una mentalità progressista, aperti al confronto e capaci di stimolare gli studenti per sviluppare una coscienza ed un livello culturale importanti per chi affronta un cammino come quello universitario. Praticamente, l'esatto contrario della realtà italiana. Altra grande differenza è legata sempre alla metodologia di studio, abbondano i casi pratici e si sviluppano i programmi suddividendoli sempre in una parte teorica e in una pratica. Sorprende il fatto che ogni professore presentasse un'ampia bibliografia all'inizio del suo corso, per dare un ventaglio di opzioni agli studenti e fornire una serie di libri che trattavano in maniera completa tutti i temi assegnati nel programma.


L'Università però non era solo studio. Sono infatti per me indimenticabili le giornate passate al campus, dove ci fermavamo a mangiare paella e poi a prendere il sole nei grandi giardini in mezzo ad enormi e frondose palme.Questa concezione dell'università come luogo da vivere non solo come luogo di studio era qualcosa di straordinario. Anche perchè poi da lì ci si muoveva per andare in spiaggia, alla Playa de Postiguet, dove si poteva stare già dalla fine di febbraio. Molto gettonate era anche la spiaggia di San Juan, a pochi chilometri dal centro della città. 

VITA NOTTURNA:

Era bello il modo di concepire la vita notturna. Si facevano enormi ed interminabili botellones o si finiva fino alle quattro del mattino nel barrio di Santa Cruz girando in tutti i locali dove ci sono tanti sconti ed agevolazioni per gli studenti. La tappa fissa era al Coscorrón per bere un freschissimo Mojito.

Più di una volta abbiamo cercato di avere la ricetta, ma i proprietari non ne hanno mai voluto sapere nulla. Dopo essere stati al Desafinado o all'Astronomo, ci riversavamo nelle discoteche del Porto di Alicante per ballare come dei forsennati fino alle sei e mezza del mattino. C'è chi continuava a bere fino al collasso, chi andava a vedere l'alba in riva al mare.

Insomma a ognuno il suo senza mai creare problemi. ¡Todo con buen rollo!

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